Dante Alighieri

Quantunque volte, lasso!, mi rimembra

La Vita Nuova

Quantunque volte, lasso!, mi rimembra

Ch’io non debbo già mai

Veder la donna ond’io vo sì dolente,

Tanto dolore intorno ’l cor m’assembra

La dolorosa mente,

Ch’io dico: "Anima mia, ché non ten vai?

Ché li tormenti che tu porterai

Nel secol, che t’è già tanto noioso,

Mi fan pensoso di paura forte".

Ond’io chiamo la Morte,

Come soave e dolce mio riposo;

E dico: "Vieni a me " con tanto amore,

Che sono astioso di chiunque more.

 

E’ si raccoglie ne li miei sospiri

Un sono di pietate,

Che va chiamando Morte tuttavia:

Q lei si volser tutti i miei disiri,

Quando la donna mia

Fu giunta da la sua crudelitate;

Perché ’l piacere de la sua bieltate,

Partendo sé da la nostra veduta,

Divenne spirital bellezza grande,

Che per lo ciclo spande

Luce d’amor, che li angeli saluta,

E lo intelletto loro alto, sottile

Face maravigliar, sì v’è gentile.